Referendum, Codacons denuncia Renzi: “Spreco soldi si poteva evitare”

18 Aprile 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Il Codacons presenta un esposto alla magistratura contabile sui costi del referendum sulle trivelle di domenica 17 aprile 2016 che non ha raggiunto il quorum.

“Un immane spreco di soldi pubblici pari a 300 milioni di euro, che si sarebbe potuto evitare se solo il Governo avesse seguito le regole della Costituzione, e che finirà ora al vaglio della Corte dei Conti”.

L’atto di accusa dell’associazione dei consumatori, guidata da Carlo Rienzi, è contro le parole del premier Renzi secondo cui non si poteva accorpare il referendum con le amministrative “perché la legge non ce lo permette”.

“Non è assolutamente vero. Non esiste alcuna legge che vieta l’election-day, e lo stesso Ministro dell’Interno Angelino Alfano, in una interrogazione dello scorso febbraio, parla espressamente di “assenza di disposizioni specifiche sull’accorpamento tra referendum ed elezioni amministrative (…) Renzi, posto che nessuna legge vieta l’accorpamento tra elezioni e referendum, avrebbe dovuto attenersi all’art. 97 della Costituzione Italiana, garantendo non solo il buon andamento della P.A., ma anche un risparmio di 300 milioni di euro per la collettività. Soldi sprecati di cui il Premier è il solo ed unico responsabile, e che ora finiranno al vaglio della Corte dei Conti”.