Rajarajan (City University of London): “App di tracking utili a controllare il virus”
“Le app di tracking sono una delle vie con cui possiamo controllare la diffusione del virus. È stato tenuto conto della privacy dell’utente e c’è solo un posto dove potrebbe essere violata: presso l’autorità sanitaria centrale, in quanto le persone con il Covid-19 verranno verificate in modo che un nuovo ID (identificativo) possa essere generato e condiviso giornalmente”: è quanto ha affermato l’esperto di sicurezza informatica e direttore dell’Institute for Cyber Security presso la City University of London, il professor Muttukrishnan Rajarajan. Il dibattito sulla possibilità di introdurre una app per il controllo dei contatti dei cittadini che hanno contratto il coronavirus si sta allargando anche al Regno Unito, dopo che l’Italia ha già individuato nella app Immuni della Bending Spoons, la sua scelta per il controllo della diffusione del virus.
“Anche se i cittadini del Regno Unito potrebbero, inizialmente, porre resistenza e la app essere quindi lanciata come strumento opzionale, una volta che i cittadini si saranno resi conto dei benefici generati, la gente inizierà, mano a mano, ad adottarla. Qualcosa di simile è avvenuto per l’online banking che ha richiesto molti anni prima che la gente iniziasse ad apprezzarlo e ad adottarlo”.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.