QE: TUTTI I DETTAGLI DEGLI ACQUISTI DI TITOLI DAL GIORNO DEL LANCIO

8 Aprile 2015, di Redazione Wall Street Italia

Analisi a cura di Mps Capital Services

In area Euro ieri si è registrato un calo dei tassi di mercato in una sessione
caratterizzata da bassi volumi a causa delle riapertura dopo la festività pasquale. Gli acquisti hanno interessato soprattutto il tratto decennale della curva con lo spread sceso a 105 pb da 110 pb. Con l’avvicinarsi della scadenza del rimborso al Fmi il 9 aprile, continuano i colloqui tra la Grecia ed i paesi creditori. Oggi è previsto una nuova riunione dell’Euro Working Group, mentre il primo ministro Tsipras incontrerà a Mosca Putin. Ieri sono stati rilasciati i dettagli degli acquisti di titoli da parte della BCE. A partire dal 9 marzo sono stati acquistati 47 Mld€ di titoli pubblici (che nella settimana al 3 aprile salgono a 52,2), 4,88 Mld€ di Abs e covered bond e 5,2 Mld€ di titoli sovranazionali, raggiungendo così il target prefissato dei 60 Mld€ mensili. Da
evidenziare che la Spagna presenta la duration più lunga (11,66 anni) seguita da
Portogallo (10,96 anni) e Malta (10,37 anni). Sul fronte macro sono risultati oltre le attese i dati sui Pmi servizi finali di marzo, mentre ha deluso il dato sugli ordinativi industriali tedeschi di febbraio. Sul mercato primario oggi avremo la Germania con la riapertura del titolo a due anni fino a 4 Mld€ e la Grecia con titoli a breve termine fino a 875 Mln€. Negli Usa, tassi in leggero calo, con gli operatori sostanzialmente insensibili alle dichiarazioni del presidente della Fed di Minneapolis (membro non votante) che, sempre più preoccupato sulla prospettiva di un aumento dei tassi troppo precoce, ha dichiarato che la FED dovrebbe aspettare fino alla seconda metà del 2016 per iniziare il rialzo dei tassi di interesse, per poi aumentare gradualmente ad appena il 2 per cento entro la fine del 2017. In Giappone, dove la bilancia commerciale ha registrato un avanzo per l’ottavo mese consecutivo, la BoJ ha confermato il piano di supporto monetario ad un’economia che mostra segnali di debolezza sul fronte delle spese per consumi e della produzione industriale.