Prezzi 2015: in calo benzina e tech, ma salgono frutta e verdura

29 Dicembre 2015, di Alessandra Caparello

MESTRE (WSI) – Sono calati nel 2015 i prezzi del GPL auto e metano, nonché dei computer e tablet. A dare i numeri ufficiali l’Ufficio studi della CGIA di Mestre che ha evidenziato tagli nei prezzi di GPL auto e metano (-17,8 per cento), gasolio per l’autotrazione (-12,3 per cento), gasolio per il riscaldamento (-11,8 per cento), computer, palmari e tablet (-11,7 per cento), cellulari (-10,1 per cento) e benzina (-9,8 per cento). A pesare sul calo dei prezzi il tonfo del petrolio, come ha sottolineato Paolo Zabeo, coordinatore dell’Ufficio studi della Confederazione degli artigiani.

“Il calo dei prezzi dei prodotti energetici è avvenuto a seguito della forte contrazione registrata quest’anno dal costo del gas e, in particolar modo, del petrolio. La media del Brent nell’intero 2015, ad esempio, è stata pari a 53 dollari/barile rispetto ai 99 del 2014. Si pensi che l’andamento delle quotazioni internazionali delle fonti di energia ha consentito un calo del 22 per cento della nostra fattura energetica nazionale, passata dai 44,6 miliardi di euro del 2014 ai 34,7 miliardi del 2015″.

Dall’altra parte sono rincarati invece i prezzi dei generi alimentari come le arance (+10,8 per cento), la verdura fresca (+9,7 per cento), la fornitura d’acqua (+9,3 per cento), i frutti a bacca, come le fragole e l’uva (+8,9 per cento), la raccolta delle acque di scarico (+8 per cento), altri agrumi diversi dalle arance (+7,4 per cento) e l’olio d’oliva (+6,1 per cento).  I forti rincari in questi casi sono invece ascrivibili ad alcuni aspetti, come le avverse condizioni meterologiche, caratterizzate dalla siccità e il forte caldo estivo.

In generale, dicono dalla CGIA, nel 2015 il calo dei prezzi ha “colpito” 3 divisioni di spesa su 12. I trasporti (-2,6 per cento), le comunicazioni (-1,3 per cento), e l’aggregato abitazione, elettricità, combustibili (-0,9 per cento). Gli aumenti più rilevanti, invece, si segnalano tra i servizi ricettivi e la ristorazione (+1,2 per cento), l’istruzione (+1,8 per cento) e le bevande alcoliche e i tabacchi (+2,7 per cento).