Powell: “Fed pronta ad alzare ancora i tassi per portare l’inflazione al 2%”
Nel suo discorso al Jackson Hole Economic Symposium, Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, ha confermato il piano di portare l’inflazione al target del 2%. “È compito della Fed ridurre l’inflazione al nostro obiettivo del 2 percento, e lo faremo”, ha assicurato Powell.
“Abbiamo inasprito la politica significativamente nell’ultimo anno”, ha dichiarato Powell. “L’inflazione è scesa dal suo picco, uno sviluppo gradito, ma rimane troppo alta. Siamo pronti a rialzare ulteriormente i tassi se necessario, e intendiamo mantenere una politica restrittiva fino a quando non saremo certi che l’inflazione si stia muovendo in modo sostenibile verso il nostro obiettivo”.
Powell ha anche segnalato che la politica monetaria “gioca un ruolo sempre più importante” nel portare l’inflazione al 2% man mano che le distorsioni economiche legate alla pandemia si attenuano. Nonostante la discesa dell’inflazione negli ultimi mesi, sarà necessario fare ulteriori progressi.
Nel 2023, la forza dell’economia statunitense ha rappresentato una sfida per la Fed su diversi fronti e il chairman ha ammesso che l’economia “potrebbe non raffreddarsi come previsto”. In particolare, la forza del mercato del lavoro rimane al centro della questione. Gli incrementi mensili dei posti di lavoro si sono raffreddati durante l’estate, ma per Powell e colleghi il riequilibrio del mercato del lavoro “rimane incompleto”.
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A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo