Polonia: basta emigrati, diminuisce propensione a lavorare all’estero
La Polonia, uno dei Paesi con la maggiore incidenza dell’emigrazione in altri Paesi Ue ha raggiunto un nuovo record: nella quota di cittadini che decidono di restare nel loro Paese. E’ quanto emerge da un sondaggio Work Service SA, secondo il quale il 76% dei polacchi esclude “completamente” l’ipotesi di cercare lavoro all’estero. Appena quattro anni fa solo il 50% degli intervistati aveva manifestato tale intenzione.
Merito di un tasso di disoccupazione vicino ai minimi storici: “I polacchi sono meno propensi a emigrare”, come risultato di “una posizione più favorevole sul mercato del lavoro, dove sono disponibili più posti e di miglior qualità”, ha affermato Maciej Witucki, amministratore delegato di Work Service, “tuttavia, un altro fattore legato al mercato del lavoro – la retribuzione – è ancora un fattore importante per i polacchi che considerano l’emigrazione”.
A considerare maggiormente l’idea di espatriare sono i giovani adulti di età compresa fra i 35 e i 44 anni: in tale fascia d’età la propensione a migrare è aumentata, in controtendenza con la media nazionale. Segno che i giovani percepiscono se stessi in una posizione di “svantaggio perenne”.
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FINMA conferma che tutte le misure richieste a seguito della conclusione del procedimento esecutivo del 2024 sono state implementate. Si concludono pertanto tutte le vertenze pendenti con i diversi Regolatori nei confronti di Leonteq.
Tassi fermi per la Bank of England (BoE) che decide di mantenere il costo del denaro al 3,75%. I commenti
Wall Street apre in rialzo con il Nasdaq che segna un +1,4%, trainato dal balzo di Intel del 10,7% dopo l’annuncio di una collaborazione con Apple per la progettazione di chip negli Stati Uniti. La Federal Reserve mantiene i tassi invariati, ma alcuni membri del comitato prevedono un aumento imminente. Il Dow Jones e lo S&P 500 registrano anch’essi incrementi significativi.
Negli Stati Uniti, la richiesta iniziale di sussidi di disoccupazione è scesa di 4.000 unità nella settimana terminata il 13 giugno, raggiungendo quota 226.000, secondo il Dipartimento del Lavoro. Questo dato ha superato leggermente le aspettative, che erano di 225.000. La settimana precedente è stata rivista al rialzo a 230.000 richieste. Tuttavia, il numero complessivo di persone che ricevono sussidi è aumentato di 24.000, arrivando a 1.810.000 nella settimana conclusasi il 6 giugno.