Polonia: basta emigrati, diminuisce propensione a lavorare all’estero

22 Maggio 2018, di Alberto Battaglia

La Polonia, uno dei Paesi con la maggiore incidenza dell’emigrazione in altri Paesi Ue ha raggiunto un nuovo record: nella quota di cittadini che decidono di restare nel loro Paese. E’ quanto emerge da un sondaggio Work Service SA, secondo il quale il 76% dei polacchi esclude “completamente” l’ipotesi di cercare lavoro all’estero. Appena quattro anni fa solo il 50% degli intervistati aveva manifestato tale intenzione.

Merito di un tasso di disoccupazione vicino ai minimi storici: “I polacchi sono meno propensi a emigrare”, come risultato di “una posizione più favorevole sul mercato del lavoro, dove sono disponibili più posti e di miglior qualità”, ha affermato Maciej Witucki, amministratore delegato di Work Service, “tuttavia, un altro fattore legato al mercato del lavoro – la retribuzione – è ancora un fattore importante per i polacchi che considerano l’emigrazione”.

A considerare maggiormente l’idea di espatriare sono i giovani adulti di età compresa fra i 35 e i 44 anni: in tale fascia d’età la propensione a migrare è aumentata, in controtendenza con la media nazionale. Segno che i giovani percepiscono se stessi in una posizione di “svantaggio perenne”.