Piazza Affari prudente in avvio dopo voto Francia
Partenza cauta per le borse europee, dopo l’esito delle elezioni francesi. A Piazza Affari il Ftse Mib è pressoché invariato (-0,03%) in area 33.980 punti, con Stellantis (-1,1%) e Diasorin (-1%) in calo mentre avanzano Finecobank (+2,8%) e Iveco Group (+2,2%).
Il secondo turno elettorale in Francia ha ribaltato i risultati del primo, consegnando la vittoria al Nouveau Front Populaire, con Macron secondo e il Rassemblement National di Marine Le Pen scivolato al terzo posto.
Oltre alla situazione politica in Francia, l’attenzione dei mercati è proiettata agli appuntamenti di questa settimana con l’inflazione statunitense (giovedì), la testimonianza di Jerome Powell, presidente della Fed, al Senato Usa (martedì) e la stagione di trimestrali a stelle e strisce, con i conti dei primi colossi bancari attesi per venerdì.
Oggi focus sul sondaggio Fed relativo alle aspettative di inflazione a 1 anno, dopo i dati sulla bilancia commerciale tedesca che mostrano importazioni ed esportazioni sotto le attese.
Rendimenti in modesto rialzo sull’obbligazionario. Lo spread Btp-Bund si attesta a 137 bp con il decennale italiano al 3,95% e il benchmark tedesco al 2,58%. Il differenziale OAT-Bund è poco mosso a 65 bp.
Tra le materie prime, il petrolio Brent scivola a 86 dollari al barile, mentre l’oro resta poco distante dai 2.380 dollari l’oncia.
Sul Forex, il cambio euro/dollaro resta in area 1,082 dollaro/yen rimane a 160,9.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo