Piazza Affari flat in apertura, bene Snam e giù Eni
Le borse europee aprono sulla parità all’indomani dei nuovi record di Wall Street. A Piazza Affari il Ftse Mib è pressoché invariato in area 35.370 punti con Snam in luce (+2,4%) dopo i conti del primo trimestre migliori delle attese. In evidenza anche Mps (+1,6%) e Ferrari (+1,1%) mentre Eni (-2,8%) scivola in coda dopo il collocamento del 2,8% del capitale tramite ABB da parte del Mef. Il corrispettivo dell’operazione è pari a 14,855 euro per un controvalore complessivo di 1,4 miliardi, con uno sconto dell’1,7% rispetto alla chiusura di ieri.
I listini americani S&P 500, Nasdaq e Dow Jones hanno aggiornato i massimi storici dopo i dati americani sui prezzi al consumo, che hanno evidenziato una discesa in linea con le aspettative, allentando i timori per un’inflazione persistente. Anche le vendite al dettaglio Usa hanno registrato segnali di moderazione dei consumi, suggerendo che ci sia spazio per la Fed per cominciare a tagliare i tassi a settembre.
Dall’agenda macro odierna si attendono le richieste di sussidi di disoccupazione, l’indice della Fed di Philadelphia sulla fiducia commerciale e la produzione industriale degli Stati Uniti. Focus anche sui discorsi di Panetta e Villeroy per la Bce e Mester e Bostic per la Fed.
Rendimenti obbligazionari poco mossi dopo il ribasso della seduta precedente innescato dai Treasury. Lo spread Btp-Bund si mantiene a 130 punti base con il decennale italiano al 3,72% e il Bund al 2,42%.
Tra le materie prime, le quotazioni del greggio si mantengono in un range ristretto con il Brent a 83 dollari al barile. Ieri l’IEA ha previsto una domanda più debole per quest’anno, mentre le scorte di petrolio Usa hanno registrato una riduzione. Sul Forex il cambio euro/dollaro tiene i guadagni di ieri a quota 1,087 e il dollaro/yen scende a 154,4 in scia all’indebolimento del biglietto verde.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo