Piazza Affari debole in apertura, Saipem in coda
Avvio sotto la parità per le borse europee. A Piazza Affari, il Ftse Mib arretra dello 0,4% in area 34.540 punti, con Saipem (-2,8%), Mps (-1,8%), Bper (-1,4%) e Pirelli (-1,4%) in fondo al listino, mentre avanza Stm (+0,9%) dopo l’accordo con Geely Auto Group per la fornitura di carburo di silicio (SiC).
Cresce l’attesa per gli appuntamenti chiave della settimana, con la riunione della Bce di giovedì e i dati americani sul mercato del lavoro in uscita venerdì. Nel frattempo, oggi verranno diffusi i numeri sulla disoccupazione in Germania, le offerte di lavoro e gli ordini di fabbrica negli Usa.
Il tutto, all’indomani dei dati sorprendentemente deboli sull’attività manifatturiera statunitense, che hanno alimentato una discesa dei rendimenti dei Treasury (T-bond a 10 anni sotto il 4,4%), rafforzando le scommesse sui tagli dei tassi da parte della Fed.
Lo spread Btp-Bund si attesta a 131 punti base, con il decennale italiano in diminuzione al 3,89% e il Bund al 2,58%.
Tra le materie prime, l’oro si mantiene sopra i 2.340 dollari l’oncia mentre il petrolio Brent arretra ancora a 77,5 dollari al barile in scia ai piani dell’Opec che sollevano dubbi per un possibile eccesso di offerta.
Sul Forex il cambio euro/dollaro si avvicina a quota 1,09 e il dollaro/yen cala sotto la soglia di 156.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo