Piazza Affari chiude sulla parità prima di Fed e Bce
Prevale l’avversione al rischio sui mercati in attesa delle riunioni delle banche centrali, mentre prosegue la stagione di trimestrali in Europa e negli Usa. A Piazza Affari, il Ftse Mib termina poco mosso (+0,05%) a 28.980 punti, con acquisti prevalentemente su Bper (+3,9%), Mps (+3,8%) e Stellantis (+2,6%), quest’ultima dopo i risultati migliori delle aspettative.
Focus anche sui conti di Unicredit (+0,3%), che ha riportato un utile netto di 2,3 miliardi, sopra le attese, nel secondo trimestre e ha alzato sia la guidance sugli utili sia la distribuzione di valore agli azionisti per il 2023. Vendite su Campari (-3,1%) dopo la trimestrale frenata dagli effetti dell’inflazione. In calo anche Moncler (-1,7%) e Amplifon (-1,6%).
Andamento prudente, con lievi ribassi, anche per Wall Street prima della conclusione del meeting della Fed, che alzerà i tassi di 25 punti base. Riflettori puntati sulla conferenza stampa di Jerome Powell, per capire se il ciclo di inasprimento monetario sia prossimo alla conclusione.
Domani invece si riunirà la Bce, che aumenterà il costo del denaro dello 0,25% e verosimilmente confermerà l’approccio dipendente dai dati in vista di settembre. Venerdì focus sulla BoJ, oltre al dato americano sull’indice Pce core, una metrica importante per l’inflazione americana.
In serata diffonderà i conti Meta Platforms, dopo le trimestrali di Alphabet, che ha registrato ricavi oltre le stime degli analisti, e Microsoft, parzialmente frenata dalla crescita meno forte del business cloud.
Sul Forex, l’euro/dollaro sale lievemente in area 1,107 mentre il dollaro/yen scende a 140,4. Tra le materie prime si stabilizza il petrolio dopo i recenti rialzi, con il Brent a 83 dollari al barile. Rendimenti in rialzo sull’obbligazionario europeo, con lo spread Btp-Bund a 161 bp e il decennale italiano oltre il 4,09%.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo