Piazza Affari chiude a +1,5%, Mps e Bper in vetta
Seduta positiva per le borse europee, in una giornata scarna di appuntamenti rilevanti. A Piazza Affari il Ftse Mib termina in rialzo dell’1,5% a 28.925 punti con acquisti sui bancari, guidati da Mps (+8,6%) dopo gli upgrade di Fitch (rating a BB) e Deutsche Bank (a Buy). Bene anche Bper (+7,1%), Saipem (+5%) e Banco Bpm (+4,6%) mentre arretrano leggermente Cnh (-0,8%) e Campari (-0,6%).
Nel frattempo, Wall Street procede poco mossa dopo il taglio dell’outlook sugli Usa a ‘negativo’ da parte di Moody’s. Per questa settimana l’attenzione si focalizzerà soprattutto sui dati relativi all’inflazione statunitense di martedì e sull’incontro tra Joe Biden e Xi Jinping di mercoledì.
I prezzi al consumo Usa dovrebbero mostrare un rallentamento al 3,3% a ottobre, in calo rispetto al 3,7% del mese precedente.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund si riduce a 183 bp, con il decennale italiano al 4,55%, dopo la conferma del rating dell’Italia a BBB con outlook stabile da parte di Fitch e aspettando venerdì il giudizio di Moody’s.
Sul Forex l’euro/dollaro si attesta poco sotto quota 1,07 e lo yen viaggia a 151,6 contro il biglietto verde, dopo un momentaneo apprezzamento.
Tra le materie prime, il petrolio Brent rimonta sopra gli 82 dollari al barile dopo tre settimane consecutive di cali. L’Opec, nel suo rapporto mensile, ha alzato la sua previsione di crescita della domanda di petrolio per quest’anno a 2,5 milioni di barili al giorno, in aumento di 100.000 barili al giorno rispetto al rapporto del mese scorso, citando una crescita più forte del previsto negli Stati Uniti e in Cina. Il cartello ha lasciato invariate le previsioni sulla crescita della domanda per il 2024 a 2,2 milioni di barili al giorno.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo