Piazza Affari apre sulla parità, Diasorin in luce
Avvio poco mosso per le borse europee, dopo i guadagni dell’ultima ottava. A Piazza Affari, dopo pochi minuti di scambi, il Ftse Mib è sostanzialmente invariato in area 34.650 punti. Acquisti in particolare su Diasorin (+2,7%), premiata con rialzi dei target price da parte degli analisti dopo i conti. Bene anche Nexi (+1,7%) mentre arretrano Leonardo (-1,2%) e Iveco Group (-0,9%).
Giornata povera di spunti macroeconomici, aspettando il rapporto chiave di mercoledì sull’inflazione statunitense, vero market mover della settimana e decisivo per le prossime mosse della Fed. Da seguire anche i prezzi alla produzione, le vendite al dettaglio e le richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa, nonché i dati finali sull’inflazione europea che dovrebbero rafforzare le aspettative di taglio dei tassi della Bce a giugno.
Nel frattempo, in Cina, l’inflazione ha segnalato una ripresa allo 0,3% annuo ad aprile, allentando i timori di deflazione.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund rimane stabile in area 132 punti base con il decennale italiano al 3,82% e il Bund al 2,50%. Tra le materie prime, perdono terreno le quotazioni del petrolio con il Brent a 82,7 dollari al barile. Sul Forex il cambio euro/dollaro è poco mosso a 1,077 così come il dollaro/yen a quota 155,9.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo