Piazza Affari apre cauta con l’Europa, giù Stm
Avvio debole per le borse del Vecchio Continente, dopo i rialzi della vigilia. A Piazza Affari, il Ftse Mib cede lo 0,3% in area 33.730 punti, con i petroliferi Saipem (+1,7%) ed Eni (+1,5%) in vetta mentre arretra Stm (-6,7%) in scia al brusco calo dei tecnologici a Wall Street, con realizzi anche su Nvidia (-6,7%). Sottotono anche Leonardo (-3,7%).
L’Europa aspetta il primo turno delle elezioni francesi di domenica, mentre negli Usa si attende soprattutto il core Pce di venerdì. Eventuali segnali di indebolimento della crescita dei prezzi potrebbero ravvivare le speranze di tagli dei tassi quest’anno da parte della Fed. Oggi, intanto, sono in programma i numeri sulla fiducia dei consumatori negli Stati Uniti.
Sull’obbligazionario, lo spread Btp-Bund rimane poco mosso a 151 bp, con il decennale italiano in calo al 3,91% e il benchmark tedesco al 2,4%.
Tra le materie prime, petrolio stazionario con il Brent a 85 dollari al barile e oro sotto i 2.330 dollari l’oncia. Sul Forex, euro/dollaro pressoché invariato a 1,073 mentre il dollaro/yen si mantiene in area 159,5 aspettando segnali restrittivi dalla Bank of Japan.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo