Petrolio Wti tocca i 90 $ al barile
Il petrolio Wti tocca i 90 dollari al barile per la prima volta da novembre. Un traguardo importante che certifica l’ascesa dei prezzi alimentata dall’estensione dei tagli all’offerta decisa da Arabia Saudita e Russia, in un contesto di consumi globali mai così elevato.
Questa settimana, l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha lanciato un avviso preoccupante, affermando che i continui tagli all’offerta da parte dei due capofila dell’OPEC+ potrebbero generare una “carenza significativa nelle forniture” e alimentare ulteriormente la volatilità dei prezzi. Questo rapporto è stato pubblicato all’indomani della stima dell’OPEC secondo cui il mercato potrebbe affrontare un deficit di oltre 3 milioni di barili al giorno nel prossimo trimestre, il più grande degli ultimi dieci anni.
Di fronte a un aumento dei prezzi di oltre il 30% dalla fine di giugno, alcuni trader si stanno preparando a una possibile correzione.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo