Petrolio: via il divieto sulle esportazioni che durava da 40 anni
È giunto il momento di togliere un divieto alle esportazioni di petrolio che dura da 40 anni. Ne sono convinti diversi senatori che da mesi stanno cercando di convincere le autorità degli Stati Uniti a restare al passo con l’economia energetica contemporanea.
Dopo seminari sul settore e di geopolitica, simposi sull’era dei controlli dei prezzi sotto Nixon e elenco dei vantaggi in termini di leva negoziale degli Stati Uniti con i suoi partner commerciali, i senatori Lisa Murkowski, Repubblicana dell’Alaska, e Heidi Heitkamp, Democratica del North Dakota, sembrano aver convinto anche i senatori più progressisti, che temono per l’impatto che la decisione potrebbe avere sull’ambiente e sui consumatori. I prezzi potrebbero infatti salire e
Ma alla fine sembra che gli sforzi in chiave lobbysta siano andati a buon fine. Il Senato si appresta a togliere il divieto con un maxi accordo su spese e tasse. I leader del Congresso e l’amministrazione Obama sono evidentemente giunti alla conclusione che per ridurre la dipendenza dell’America dal greggio importato e in particolare da paesi produttori come Iran e Russia.
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Giungono segnali chiaroscuri dal fronte macroeconomico statunitense, con gli ultimi dati che tracciano un quadro a due velocità per la prima economia mondiale
Wall Street apre in modo poco movimentato dopo una giornata difficile. L’attenzione è sui titoli tecnologici e sul calo dei prezzi del petrolio. Il Dow Jones segna un leggero aumento, mentre il Nasdaq è in calo. L’S&P 500 mostra una lieve crescita. Il petrolio Wti al Nymex scende dell’1,80%.
Volkswagen ha mantenuto un fatturato stabile nel primo semestre del 2026, grazie all’aumento dei ricavi nei servizi finanziari che ha compensato il calo nel settore automobilistico. Il produttore tedesco affronta sfide come l’interruzione della produzione dell’ID.4 negli Stati Uniti e un divario di costi rispetto alla concorrenza.
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.