Petrolio verso la seconda perdita settimanale consecutiva
Il petrolio ha registrato un lieve aumento, ma si trova ancora sulla traiettoria per registrare una seconda perdita settimanale, in seguito al disordine scatenato nei mercati globali dalla politica commerciale aggressiva del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha suscitato timori riguardo a una possibile recessione e a una fuga dagli asset rischiosi.
Il Brent si è avvicinato ai 64 dollari al barile, pur avendo perso circa il 2% in questa settimana, dopo aver toccato il minimo degli ultimi quattro anni mercoledì, mentre il West Texas Intermediate si aggirava intorno ai 61 dollari.
I principali indicatori del mercato del petrolio hanno mostrato segnali ribassisti, come il ritorno del contango sui prezzi in alcuni tratti della curva dei futures, segnalando aspettative di debolezza.
Il petrolio ha perso il 15% del suo valore ad aprile, nell’ambito di un ampio sell-off che ha coinvolto la maggior parte delle materie prime. Le tariffe statunitensi includono una tassa punitiva del 145% sulle importazioni dalla Cina, che ha risposto con ritorsioni. Il greggio è stato inoltre penalizzato da una decisione dell’OPEC+ di allentare i vincoli all’offerta.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play