08:54 giovedì 9 Aprile 2026

Petrolio rimbalza tra tensioni geopolitiche e incognite su Stretto di Hormuz

Nuovo cambio di passo per il petrolio. Dopo aver registrato il calo giornaliero più marcato dall’aprile 2020, le quotazioni del greggio tornano a salire questa mattina: il Brent guadagna quasi il 3%, riportandosi sopra la soglia dei 97 dollari al barile.

Il rimbalzo si inserisce in un contesto di crescente instabilità geopolitica. “I prezzi hanno recuperato terreno mentre gli attacchi in Medio Oriente proseguono e le prospettive di un cessate il fuoco si deteriorano, mantenendo elevata l’incertezza attorno allo Stretto di Hormuz”, sottolineano gli analisti di ING. Gli esperti evidenziano, inoltre, come l’ottimismo su una possibile tregua si sia rapidamente affievolito dopo le dichiarazioni di Teheran, secondo cui diversi termini dell’accordo sarebbero stati violati.

Sul fronte dell’azione militare, Israele ha intensificato le operazioni lanciando il più imponente attacco contro il Libano dall’inizio dell’invasione. Allo stesso tempo, il presidente Donald Trump ha ribadito che le forze statunitensi “rimarranno in Iran e nelle aree circostanti fino a quando un accordo reale non sarà pienamente rispettato”. E’ atteso l’arrivo di una delegazione iraniana a Islamabad nella serata di oggi.

Le criticità riguardano in particolare il nodo strategico dello Stretto di Hormuz. “Il traffico di petroliere risulta interrotto, aumentando i rischi per l’approvvigionamento globale. Poiché una riapertura completa dello stretto è improbabile nel breve termine, si prevede che i prezzi del petrolio rimarranno sostenuti”, concludono da ING.

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