Petrolio: quotazioni in forte calo tra pressioni sulla domanda e aumento offerta
Giornata di vendite pensanti per il petrolio, dopo i ribassi della scorsa settimana. L’aumento dei nuovi contagi da coronavirus negli Stati Uniti e in Europa, i lockdown e le nuove misure restrittive varate in molti Paesi, sollevano forti preoccupazioni sulla domanda di greggio. In mattinata, i future del Wti con scadenza dicembre calano del 3,19% a 38,58 dollari al barile, mentre quelli del Brent di pari scadenza cedono il 3% a 40,52 dollari.
Sul fronte dell’offerta si aggiunge il fatto che la National Oil Corp, la maggiore compagnia petrolifera libica, controllata dallo Stato, venerdì ha fatto sapere che la produzione arriverà a un milione di barili al giorno entro le prossime quattro settimane, un incremento superiore a quanto atteso dagli analisti.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.