Petrolio in rally tra dichiarazioni Opec+ e minacce Trump a Iran

20 Maggio 2019, di Mariangela Tessa

Rimbalzano i prezzi del petrolio tra le minacce del presidente Usa Trump all’Iran e le dichiarazioni dell’OPEC+, gruppo costituito dai membri del Cartello e da qualche alleato dello stesso.

A riaccendere la corsa del greggio, qualche ore fa ci ha pensato il ministro dell’Energia saudita, Khalid al-Falih, che ha parlato di “accordo” tra i Paesi Opec e non sulla necessità di “gestire la produzione nella seconda metà dell’anno in modo da fare calare gradualmente le scorte, così che scendano in modo lento ma deciso verso livelli normali”, pur rimanendo attenti alle necessità di un mercato fragile.

Inoltre, ulteriore sostegno ai prezzi viene dall’inasprirsi delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, dopo che il tweet al vetriolo del presidente americano Donald Trump contro Teheran (“Se l’Iran vuole combattere sarà la sua fine, che non minacci più gli Stati Uniti d’America”, ha scritto).

I future del Wti a luglio, dopo il +1,8% della settimana scorsa, fanno segnare un aumento dell’1,08% a 63,6 dollari al barile, mentre quelli del Brent di pari scadenza crescono dell’1,15% a 73,04 dollari.

Il petrolio ha guadagnato circa il 40% quest’anno, dal momento che le preoccupazioni su una riduzione delle scorte hanno pesato piu’ dei timori su un possibile rallentamento della domanda, causato dal braccio di ferro tra Stati Uniti e Cina sul commercio.