Petrolio continua a salire dopo la pubblicazione delle scorte settimanali
Il prezzo del petrolio è in buon rialzo da quando è stato pubblicato il report dell’API sulle scorte di greggio. Anche se i dati sulle scorte settimanali Usa riportati dal Dipartimento dell’Energia hanno mostrato un incremento della produzione in America a nuovi massimi, in generale ci sono stati cali su tutti i fronti e componenti, il che allenta i timori sul fronte dell’offerta in eccesso.
Le scorte di greggio, in particolare, sono diminuite la scorsa settimana di 1,047 milioni di barili, sorprendendo le attese che erano per una variazione positiva di +650 mila. Anche nel caso di cushing, benzina e distillati è stato registrato un calo (di -1,015 milioni, -2,473 milioni e -845 mila unità, rispettivamente).
Stando agli schermi di Bloomberg, i future sul contratto WTI con scadenza maggio avanzano dell’1,88% a 67,77 dollari al barile, mentre il contratto con consegna giugno sul Brent fa segnare un progresso dell’1,56% a quota 72,70 dollari.

Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.