Petrolio: a New York flirta con $43, si teme flop riunione Opec

20 Settembre 2016, di Alessandra Caparello

NEW YORK (WSI) – Ieri la risalita grazie alla crisi libica e l’apertura del Venezuela al congelamento della produzione di petrolio e oggi volatilità. Prezzi del petrolio in preda a oscillazioni; dopo essere saliti nelle contrattazioni dei mercati asiatici, i prezzi virano in territorio negativo.

In particolare, il contratto WTI scambiato a New York cede lo 0,48%, a $43,09, rischiando di bucare la soglia di $43, mentre le quotazioni del Brent arretrano dello 0,59%, a $45,68.

Tra le altre materie prime , in lieve rialzo l’ oro, che sale dello 0,11% a $1.319,20 l’oncia.

Attesa da parte degli investitori per l’incontro informale, previsto a fine mese, ad Algeri, esattamente il prossimo 28 settembre, tra i membri dell’OPEC che si riuniranno con i produttori che non fanno parte del cartello per discutere sull’attuale eccesso di offerta. I rumor sulla possibilità di un congelamento della produzione hanno permesso alle quotazioni del petrolio di balzare fino a +7,5% nel mese di agosto.

Tuttavia, nelle ultime settimane, è cresciuto lo scetticismo. Secondo Stephen Schork, direttore generale di Schork Group, società di consulenza a Villanova, Pennsylvania, “L’Opec ha esaurito le munizioni” e, “anche se si dovesse raggiungere un accordo sul congelamento della produzione, ciò avverrebbe a un livello così elevato che si tratterebbe di una manovra senza alcun significato”.