PD: Roberto Speranza sfida Renzi e si candida a segretario
ROMA (WSI) – Si candida alla segreteria del partito democratico, Roberto Speranza. In un’intervista a Repubblica, Speranza ha spiegato di voler costruire un’alternativa a Renzi nel Partito democratico.
“I tempi sono maturi. Però voglio che si parta dalle idee, non dal nome (…) Tra fine 2016 e inizio 2017 penso che sia il periodo giusto. L’importante comunque è che si svolga prima delle Politiche (…) Io sto girando l’Italia, dobbiamo lavorare per il miglior risultato. Se mandiamo un messaggio unitario siamo sicuramente più forti”.
In merito al referendum sulla riforma costituzionale, Speranza però non si sbilancia.
“Non parlo fino al giorno dei ballottaggi. Sarebbe meglio lasciare fuori dalle Comunali questi banchetti, perché c’è una parte della nostra gente che voterà per i nostri candidati, ma sceglierà il ‘no’ al referendum. In Parlamento abbiamo votato in modo sostanzialmente unitario la riforma. Però è legittimo che anche nel Pd ci siano persone che rivendichino di votare no. Per vincere le amministrative serve anche il loro voto. E’ un voto comunale, non è che il giorno dopo ne risponde il sottosegretario. Però ci dirà dello stato di salute del Pd. Questo è anche un voto politico, pensi che nel centrodestra le comunali di Roma assomigliano alle primarie per la premiership”.
Breaking news
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.
Volkswagen ha rivisto al ribasso le sue aspettative di fatturato per l’anno, prevedendo un calo fino al 3%. La casa automobilistica affronta difficoltà in Cina, dove i produttori locali dominano il mercato dei veicoli elettrici. Nonostante il calo del 37% nelle consegne di gruppo in Cina nei tre mesi fino a giugno, Volkswagen prevede un miglioramento dei profitti nella seconda metà dell’anno, sostenuto dalla domanda dei nuovi modelli compatti elettrici.