Panama, un paradiso fiscale sotto la protezione degli Usa
A febbraio di quest’anno, meno di due mesi prima che venisse allo scoperto lo scandalo degli 11,5 milioni di documenti top secret dei Panama Papers, Panama è stato tolto dalla lista grigia dei paesi “cattivi alunni” del fisco, quelli che non accettano di cooperare nella lotta all’evasione fiscale e al riciclaggio di denaro sporco.
La decisione favorevole alla nazione dell’America centrale è stata appoggiata da Washington. Almeno 200 sarebbero i cittadini americani coinvolti nello scandalo rivelato da una talpa della società legale Mossack Fonseca, ma si tratta di pesci relativamente piccoli rispetto a quelli emersi nel resto del mondo.
Tra questi figuratno Benjamin Wey, presidente del gruppo New York Global; il miliardario della Flordia Igor Olenicoff, un magnate dell’immobiliare commerciale nonché azionista di Olen Oil Management Limited; Il presidente del gruppo texano Hallwood Anthony J. Gumbiner; e infine Robert Miracle, condannato a 13 anni di reclusione per frode e evasione fiscale. L’uomo aveva creato uno schema Ponzi da 65 milioni di dollari nell’area di Seattle, i cui soldi erano investiti in bacini petroliferi indonesiani.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.