Panama Papers: Nuova Zelanda paradiso fiscale degli ultra ricchi
Una nuova analisi dell’immensa banca dati fuoriuscita dagli archivi dello studio Mossack Fonseca ha mostrato come la Nuova Zelanda, e il suo regime fiscale particolarmente generoso, siano stati snodi importante per le società fantasma dei super ricchi latinoamericani. In seguito all’analisi di 61mila documenti facenti parte del leak dei Panama Papers alcuni giornali neozelandesi hanno messo alle strette il premier John Key in merito alla complicità del legislatore al consueto schema finalizzato all’evasione del fisco.
“Se ci sarà il bisogno di cambiamenti in quest’area, il governo li considererà e se necessario passerà all’azione”, rassicura Key, smentendo però che il Paese sia un paradiso fiscale. Le opposizioni hanno comunque colto l’occasione per invitare il premier ad azioni più decise contro “l’industria dell’evasione fiscale” e per “preservare la reputazione della Nuova Zelanda”.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.