Panama Papers, Mosca: “Il nome di Putin per volere della Cia”
MOSCA (WSI) – Anche il nome del presidente russo Vladimir Putin nei Panama Papers in cui è stata ricostruita la cassaforte privata della famiglia. Ma molti analisti oltre allo stesso leader del Cremlino, non nascondono i dubbi su un possibile coinvolgimento dei servizi segreti degli Stati Uniti. E’ lo stesso portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ad ammettere:
“Sappiamo bene chi fa parte di questa cosiddetta comunità giornalistica ci sono molto giornalisti la cui occupazione principale non è il giornalismo, ci sono molti ex rappresentanti del dipartimento di Stato, Cia e altri servizi speciali”.
Ma già qualche giorno prima che scoppiasse lo scandalo Panama Papers, Mosca aveva avvertito dell’arrivo di “un pesante attacco mediatico nei confronti del presidente Putin, costruito su falsità e calunnie totalmente inventate”.
A bene vedere però nei Panama Papers il nome di Putin non compare. Vi è invece il nome meno noto di Serghei Roldugin, amico fidato di Putin da vent’anni che avrebbe creato e gestito per conto del presidente una serie di società offshore dove sono depositati in un paradiso fiscale 2 miliardi di dollari. Tra gli altri nomi spunta quello di Jurij Kovalcjuk, presidente della Banca Rossija con asset per 13 miliardi di euro, Gennadij Tymchenko e i fratelli Rotenberg.
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Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.