Panama Papers: come le società offshore impoveriscono l’Africa
Dopo i Panama Papers una nuova inchiesta internazionale condotta dal consorzio Icij basata sulle carte dello studio legale Mossack Fonseca è pronta a smascherare come le società offshore divengono utili a sottrarre risorse al continente africano.
L’inchiesta, battezzata PanamAfrica, mostra come i titolari di queste società possono “sfruttare materie prime e risorse naturali in ben 44 dei 54 Stati africani, soprattutto petrolio, gas, oro, diamanti e altri metalli preziosi”, scrive l’Espresso, che ha collaborato alle ricerche.
Fra i vari filoni del lavoro che verrà, anche in questo caso, pubblicato a puntate, ci sono vari retroscena come quello sul denaro dei safari dirottato all’estero senza ricadute positive sulla popolazione locale. Oppure quelle società offshore dei faccendieri che “hanno ottenuto da ministri corrotti le licenze per sfruttare i giacimenti di gas e petrolio in Algeria o le miniere della Repubblica Democratica del Congo”.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.