Padoan: non siamo in “stagnazione secolare”

2 Settembre 2016, di Alberto Battaglia

Qualcuno la chiama stagnazione secolare, ma è incentivo a fare di più, non deve generare pessimismo: questo uno dei passaggi dell’intervento del ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Per sintetizzare la situazione dell’economia globale, Padoan ha ricordato come “c’è tanto risparmio, forse troppo, e ciò è il sintomo e la conseguenza di una prudenza, di una reticenza a investire”, mentre allo stesso tempo “si investe troppo poco perché non si ha fiducia nelle prospettive di profitto: si tratta di due tendenze aggregate che tendono a permanere, a consolidarsi e qualcuno associa questa tendenza, con qualche ragione, alla nozione di stagnazione secolare”.
Il ministro poi ha specificato che personalmente non ritiene che il mondo sia in una stagnazione secolare (“io non lo penso”): “Già domani mi aspetto titoli sui giornali che dicono che il ministro dell’Economia parla si stagnazione secolare. Non ho detto che siamo in stagnazione secolare ma che ci sono sintomi di malessere più profondi di quanto pensassimo”.