Orlandi: “nel 2015 recupero tasse evase superiore al 2014”
MILANO (WSI) – Si rafforza la lotta all’evasione fiscale e il 2015 è stato un anno molto positivo per il recupero delle tasse evase, superiore al 2014 quando si era raggiunta quota 14,2 miliardi.
A dirlo il direttore dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi durante il suo intervento a Telefisco, l’annuale meeting on line organizzato da Il Sole 24 Ore che affronta tematiche fiscali.
“Posso confermare che in un anno molto difficile per problemi organizzativi nostri abbiamo proseguito con forza e determinazione nel recupero dell’evasione pregressa”.
Ancora nessuna notizia sui dati di dettaglio relativi al 2015 sui quali si sta ancora lavorando.
“Il recupero dell’evasione in termini di cassa contribuisce in maniera importante ai conti dello Stato ma è solo una parte della nostra attività”.
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I principali indici di Wall Street iniziano la giornata con cautela a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, alimentate dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. L’inflazione negli Stati Uniti segna un aumento significativo, influenzata dall’incremento dei prezzi energetici. Il mercato azionario osserva con attenzione i dati macroeconomici, mentre il Dow Jones e l’S&P 500 mostrano movimenti contrastanti.
Le richieste di sussidio alla disoccupazione negli Stati Uniti hanno superato le previsioni, raggiungendo 215.000 unità nella settimana al 22 maggio. Questo aumento è stato maggiore del previsto, con un incremento di 5.000 unità rispetto alla settimana precedente. Anche la media delle ultime quattro settimane è cresciuta, segnando un possibile segnale di allerta per il mercato del lavoro.
L’economia americana mostra una crescita deludente nel quarto trimestre del 2025, con un PIL rivisto al ribasso. Le spese personali reali, principali motori della crescita, sono in calo rispetto alle stime precedenti. L’indice PCE, importante per monitorare l’inflazione, segna un aumento come previsto dagli analisti.
Le esportazioni di merci dell’Unione Europea hanno subito un significativo calo nel primo trimestre, con riduzioni marcate verso Stati Uniti, Turchia e Cina. Secondo Eurostat, le esportazioni complessive sono diminuite dell’8,8% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre le importazioni sono calate del 3,3%.