Olio di palma come carburante, chiusura dell’Ue: via entro 2030

14 Giugno 2018, di Alberto Battaglia

A partire dal 2020, gli stati membri dell’Ue non dovranno più soddisfare una determinata percentuale dei loro obblighi in materia di energie rinnovabili attraverso l’uso di biocarburanti food-based. E’ quanto prevede un accordo in sede comunitaria stipulato il 14 giugno.

Secondo i sostenitori di questa riforma lo sfruttamento del suolo per le colture destinate ai biocarburanti sta causando più emissioni di quelle che i biocarburanti riducono tramite il loro utilizzo nel trasporto.

L’accordo stabilisce un obiettivo del 14% di energie rinnovabili nei trasporti entro il 2030, come parte di un obiettivo complessivo sulle energie rinnovabili al 32%. Gli Stati membri possono continuare a utilizzare i biocarburanti alimentari per raggiungere i loro obiettivi di trasporto rinnovabile, ma il loro contributo sarà limitato a non più della quantità di biocarburanti che stavano usando nel 2020: ovvero con un massimo del 7%.

Secondo Marc-Olivier Herman, Eu economic justice policy presso Oxfam, “i biocarburanti prodotti con olio di palma, colza e altre colture alimentari stanno distruggendo le foreste, allontanando le persone dalle loro terre e alimentando il prossimo picco dei prezzi dei prodotti alimentari. I biocarburanti ricavati da colture alimentari non sono la risposta ai cambiamenti climatici, sono parte del problema “.