Ocse: Italia tra i più esposti alla perdita di lavoro e reddito
Anche se la disoccupazione nella maggior parte dei paesi OCSE è tornata ai livelli pre-crisi, la crescita salariale non ha avuto lo stesso trend e molti mercati del lavoro sono diventati più rigidi che mai.
A dirlo l’Ocse nel suo Employment Outlook, il rapporto annuale sull’occupazione pubblicato oggi dall’Organizzazione che riunisce i 35 Paesi avanzati. Una delle conseguenze della crisi economica globale del 2008-2009, dice l’istituto con sede a Parigi, è che molti lavoratori sono stati successivamente costretti ad accettare lavori a basso salario, con ripercussioni sulla crescita salariale complessiva.
L’OCSE ha suggerito che le cosiddette imprese tech “superstar” potrebbero essere in parte responsabili della debole crescita dei salari. Gran della crescita della produttività difatti è stata generata da un piccolo numero di imprese innovative che investono massicciamente in tecnologia ma occupano pochi lavoratori rispetto ad altre imprese più tradizionali.
Guardando all’Italia, il Belpaese è il quarto nella classifica Ocse – dopo Grecia, Spagna e Turchia – in cui il mercato del lavoro ha il maggiore livello di insicurezza, cioè la probabilità di perdere il posto e di restare senza reddito. Due i suggerimenti da parte dell’istituto guidato da Angel Gurria: sviluppare una strategia precoce per favore il rapido reinserimento lavorativo e aumentare il numero di disoccupati coperti dal sussidio.
Breaking news
Wall Street apre in ribasso, influenzata dalle preoccupazioni per i conflitti in Medio Oriente tra USA e Iran. Nonostante questo, il mercato del lavoro USA mostra segnali positivi con l’occupazione privata superiore alle attese. Gli investitori attendono il rapporto ufficiale del Dipartimento del Lavoro.
Le richieste di mutuo negli Stati Uniti continuano a diminuire, con un calo del 2,5% nell’ultima settimana di maggio. Mentre le nuove domande restano stabili, le richieste di rifinanziamento scendono ulteriormente. I tassi sui mutui trentennali sono in discesa, secondo la Mortgage Bankers Association.
Le vendite di veicoli elettrici Tesla, prodotti nella Gigafactory di Shanghai, hanno registrato un incremento del 39,4% a maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Questo aumento si inserisce in un contesto di ripresa del mercato cinese dei veicoli elettrici, con altre aziende come BYD e Leapmotor che mostrano anch’esse significative crescite.
La Borsa di Hong Kong chiude in ribasso a causa delle tensioni in Medio Oriente, che hanno smorzato l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. L’indice Hang Seng scende dell’1,56%, mentre a Shanghai e Shenzhen si registrano lievi rialzi.