Ocse, inflazione rallenta e in Italia resta stabile
L’inflazione annuale nei Paesi dell’area Ocse è scesa al 2,2% a gennaio dal 2,3% registrato a dicembre. Secondo quanto spiegato dall’Ocse, il rallentamento è dovuto ai prezzi dell’energia che sono cresciuti nell’anno a gennaio a un ritmo più lento rispetto ai 12 mesi a dicembre. L’inflazione dei prezzi alimentari è rimasta stabile al 2,2%. Il livello dei prezzi è diminuito in Canada (1.7% dall’1.9%) e Germania (1.6% dall’1.7%), è rimasto stabile nel Regno Unito (3%), negli Usa (2.1%) e in Italia (0.9%). L’inflazione è cresciuta invece in Giappone (1.4% dall’1%) e in misura più contenuta in Francia (1.3% dall’1.2%).
Breaking news
Apertura positiva a Wall Street. All’avvio delle contrattazioni odierne, il Dow Jones sale dello 0,13% a 50.721,51 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,20% a 26.971,55 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,19% a 7.578,10 punti.
A maggio 2026, l’inflazione in Germania registra una sorprendente flessione. I dati preliminari di Destatis mostrano una diminuzione mensile dello 0,2%, contrariamente alle aspettative di un leggero aumento. Su base annua, i prezzi al consumo crescono del 2,6%, al di sotto delle previsioni. L’inflazione armonizzata e quella di fondo mostrano variazioni simili. Il rallentamento dei prezzi energetici contribuisce al quadro generale. I dati definitivi saranno disponibili il 12 giugno 2026.
Fincantieri, attraverso la controllata norvegese VARD, ha siglato un nuovo contratto con l’organizzazione di ricerca statunitense Inkfish per la progettazione e costruzione di una nave da ricerca oceanografica di nuova generazione destinata alle acque profonde
L’Istat ha diffuso le stime preliminari per maggio 2026, evidenziando un’accelerazione dell’inflazione in Italia. L’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato del 0,4% rispetto al mese precedente e del 3,2% su base annua. L’incremento è influenzato principalmente dai prezzi energetici e dei servizi relativi ai trasporti e alla cura della persona.