Ocse: Cina e Brasile si stabilizzeranno entro fine 2016. Ecco chi rallenterà
MILANO (WSI) – Le economie di Cina e Brasile si stabilizzeranno entro la fine del 2016: è questa la previsione contenuta nel rapporto mensile dell’Ocse, che, al contrario, segnala rallentamenti per gli Stati Uniti, per la Russia e per il Regno Unito.
Dovrebbe invece proseguire il trend di crescita dell’Eurozona, del Canada e del Giappone. Più nel dettaglio, su un indice 100 che rappresenta la media di lungo periodo per un ogni paese, l’Eurozona viene prospettata, per la crescita del 2016, a 100,6: l’Italia supera la media di Eurolandia con 100,9 così come la Francia.
Fra i paesi che, secondo le previsioni, cresceranno meno della media, figurano la Cina (98,4; in rialzo da 98,3); Stati Uniti (99,1); Regno Unito (99,1); Brasile (99,5; in rialzo da 99,3); Russia (99,6; in rialzo da 99,4).
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play