Economia al bivio, Nomura attendista sul posizioni lunghe in euro
I dati sull’indice Pmi di maggio per l’Eurozona hanno messo in discussione la tesi secondo la quale il rallentamento della crescita nel blocco potesse essere dovuta alle condizioni atmosferiche. Sono di questo parere gli analisti di Nomura:
“Siamo riluttanti ad abbandonare i nostre posizioni lunghe in euro, in quanto si è abbassato il pricing relativo agli aumenti di tassi Bce nel prossimo anno, mentre la retorica della Bce sembra ancora orientata verso la normalizzazione della politica monetaria. Oltre a ciò, la settimana prossima si avranno i dati di maggio sull’inflazione, che dovrebbero vedere un forte rialzo. Sui rischi italiani, la correlazione dell’euro agli spread italiani si è spostata dall’essere consistentemente negativa (cioè spread più elevati = euro più basso) ad essere più mista a partire dal 2015. Ciò è in parte dovuto alle misure della Bce che limitano i rischi di contagio in tutto il blocco, ma anche al cambiamento nel saldo delle partite correnti da neutrale a attivo, il che significa che il rimpatrio degli investitori dell’area dell’euro potrebbe inondare qualsiasi deflusso di investitori stranieri durante una crisi. Detto questo, aspetteremo la pubblicazione dell’indice dei prezzi CPI della prossima settimana prima di decidere se uscire dalle nostre posizioni lunghe in euro”.
Breaking news
Negli Stati Uniti, le richieste di mutuo ipotecario sono in calo, segnando un -8,5% nella settimana al 22 maggio. Anche le richieste di rifinanziamento sono crollate del 18%, mentre le nuove domande restano stabili. La Mortgage Bankers Associations riporta un aumento dei tassi sui mutui trentennali dal 6,56% al 6,65%.
La borsa di Hong Kong chiude in negativo a causa delle prese di beneficio, nonostante l’aumento degli utili delle società industriali cinesi. Le preoccupazioni per le tensioni internazionali e il debito del settore immobiliare influenzano i mercati. Anche la borsa di Shanghai registra un calo.
La Borsa di Tokyo termina la giornata praticamente invariata, con il Nikkei che segna un lieve aumento dello 0,01% e il Topix in calo dello 0,5%. Gli investitori, inizialmente incoraggiati dal rally tecnologico a Wall Street, sono stati poi influenzati dalle incertezze geopolitiche e dalle aspettative di politiche monetarie negli USA.
Le immatricolazioni di nuovi veicoli nuovi sono cresciute del 7%, raggiungendo quota 1,15 milioni il mese scorso