New York Times: Trump perse oltre un miliardo tra il 1985 e il 1994
Tra il 1985 e il 1994, complice scelte d’affari sbagliate, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump avrebbe perso 1,17 miliardi di dollari.
È quanto scrive il New York Times che ha ottenuto la documentazione fiscale dell’inquilino della Casa Bianca, anche se relativa a un periodo piuttosto lontano nel tempo. Non si tratta delle carte degli ultimi sei anni la cui pubblicazione è oggetto di un’accesa battaglia legale tra amministrazione e Congresso.
Nel complesso, scrive il quotidiano americano, “Trump perse tanto denaro che fu esentato dal pagamento delle imposte sul reddito per otto dei dieci anni” in esame, anche se non è noto se il fisco Usa abbia chiesto correzioni a seguito di ispezioni successive.
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Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play