Netflix: utili I trimestre $1,31 miliardi, titolo affonda dopo news condivisione password, poi recupera
Netflix ha annunciato di aver concluso il primo trimestre dell’anno terminato il 31 marzo con utili per un valore di $1,31 miliardi, o $2,88 per azione, rispetto agli $1,6 miliardi, o $3,53 per azione, dello stesso periodo dell’anno precedente e meglio dei $2,86 per azione attesi.
Il fatturato è salito a $8,16 miliardi dai $7,87 miliardi del primo trimestre del 2022, lievemente al di sotto degli $8,18 miliardi previsti dal consensus.
Il titolo Netflix è affondato di oltre il 10% nelle contrattazioni afterhours di Wall Street, per poi recuperare quasi tutte le perdite nelle ore successive.
A scatenare il sell off sul titolo, l’annuncio di Netflix relativo al piano volto a fermare la condivisione delle password da parte dei suoi utenti.
Inizialmente il colosso di video streaming aveva reso noto che il piano sarebbe stato lanciato nel primo trimestre di quest’anno.
Netflix ha posticipato invece il lancio del piano al secondo trimestre.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerà a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo