Natixis, Bce: “Finora Draghi ha fatto tutto da solo”

4 Dicembre 2015, di Alessandra Caparello

MILANO (WSI)- Mario Draghi ha fatto tutto il lavoro da solo fino ad oggi, ma non può continuare senza un aiuto. Questa la percezione avuta dopo la decisione della BCE di prolungare il Quantitative easing fino a marzo 201, da parte del capo economista di Natixis Asset Management, Philippe Waechter.

Lo chief economist di Natixis sottolinea che Mario Draghi, il numero uno della Bce, nel suo discorso ha affermato il bisogno di una ripresa più forte e duratura affinchè sia generata pressione che aiuti l’inflazione a convergere verso la soglia del 2%. E sa anche che la Bce non può far tutto da sola ma è necessario un impulso esterno che può venire dalle politiche fiscali.

“In altre parole, c’è bisogno di diversi strumenti per diversi obiettivi. Al momento ci cono 2 obiettivi (crescita e inflazione che sono al di sotto del target) e un solo strumento (la politica monetaria). Anche se quest’ultima è molto accomodante, non è sufficiente per ottenere una crescita bilanciata e sostenuta”.

Olivier de Larouziere, head of Interest Rates di Natixis Asset Management, ha sottolineato che la decisione della Bce di includere I bond locali nel programma di acquisto di titoli è dovuta alla difficoltà che incontrerà la stessa banca centrale a trovare i titoli obbligazionari da acquistare.

“Le nostre prime stime per il prossimo anno prevedono in termini netti che tutti i governo della zona euro emetteranno meno bond rispetto al 2015. Se si include il programma di acquisto titoli PSPP, la riduzione dell’offerta è rilevante: -300 miliardi di euro rispetto ai -90 miliardi nel 2015”.

Il modo più efficace per indurre a un deprezzamento dell’euro? Per l’esperto sui tassi l’unico plausibile è il taglio del tasso sui depositi.

“Ora rimaniamo in attesa della decisione della Federal Reserve di aumentare i tassi, anche se in maniera graduale. L’euro quindi dovrebbe perdere terreno rispetto al dollaro (…)  Questi elementi creano opportunità di investimento sui tassi tedeschi e sul debito dei paesi perifericiche dovrebbe performare meglio rispetto al debito dei paesi core”.