Mutui subprime: RBS versa $5,5 miliardi per risarcire clienti truffati in Usa
Royal Bank of Scotland (RBS) è solo l’ultima banca in ordine di tempo ad aver accettato di versare una somma elevata per risarcire i clienti che sono stati portati a comprare titoli legati ai mutui immobiliari durante e prima la grande crisi finanziaria del 2007-2009.
RBS pagherà alle autorità americane 5,5 miliardi di dollari (4,8 miliardi di euro circa) per chiudere uno dei due principali contenziosi in corso negli Stati Uniti che fanno riferimento alle accuse di aver truffato la clientela. Il closing delle procedure è anche condizionale alla vendita della quota che lo Stato britannico ha tuttora in RBS, banca che ha salvato tramite la nazionalizzazione proprio durante la crisi dei mutui subprime di 10-8 anni fa.
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Eni ha concluso la prima tranche del programma di acquisto di azioni proprie per il 2026, avviata lo scorso 8 maggio. Nel periodo compreso tra il 19 e il 22 maggio 2026, la società ha acquistato su Euronext Milan 3.363.076 azioni proprie, pari allo 0,11% del capitale sociale, a un prezzo medio ponderato di 23,7630 euro per azione, per un controvalore complessivo di 79,9 milioni di euro
Negli Stati Uniti, le richieste di mutuo ipotecario sono in calo, segnando un -8,5% nella settimana al 22 maggio. Anche le richieste di rifinanziamento sono crollate del 18%, mentre le nuove domande restano stabili. La Mortgage Bankers Associations riporta un aumento dei tassi sui mutui trentennali dal 6,56% al 6,65%.
La borsa di Hong Kong chiude in negativo a causa delle prese di beneficio, nonostante l’aumento degli utili delle società industriali cinesi. Le preoccupazioni per le tensioni internazionali e il debito del settore immobiliare influenzano i mercati. Anche la borsa di Shanghai registra un calo.
La Borsa di Tokyo termina la giornata praticamente invariata, con il Nikkei che segna un lieve aumento dello 0,01% e il Topix in calo dello 0,5%. Gli investitori, inizialmente incoraggiati dal rally tecnologico a Wall Street, sono stati poi influenzati dalle incertezze geopolitiche e dalle aspettative di politiche monetarie negli USA.