Moody’s lancia allarme recessione: Pil mondiale giù nei prossimi 12-18 mesi
C’è una possibilità “alta” che una recessione possa colpire l’economia globale nei prossimi 12-18 mesi e che i politici non siano in grado di invertire tale rotta. È l’allarme lanciato da Mark Zandi, capo economista di Analytics di Moody in un’intervista alla CNBC, secondo cui “se tale scenario sarà evitato, si avrà comunque un forte rallentamento dell’economia”.
Uno scenario, quello della recessione che, secondo Zandi, potrebbe essere evitato solo in presenza di una soluzione positiva della guerra tariffaria tra Cina e Usa e della Brexit. Una mano potrebbe arrivare – secondo l’economista – dalla prosecuzione delle politiche espansive da parte delle banche centrali.
Breaking news
Banco Santander SA ha registrato un utile netto nel secondo trimestre che ha superato le stime degli analisti, continuando ad aggiungere milioni di clienti. La banca ha acquisito 12 milioni di clienti negli ultimi 12 mesi e prevede un riacquisto di azioni per circa 1,8 miliardi di euro. La presidente esecutiva Ana Botin ha dichiarato che Santander continuerà a investire in opportunità di crescita redditizia, puntando sull’intelligenza artificiale per raggiungere i suoi obiettivi di profitto.
Il presidente Donald Trump ha annunciato che i produttori di farmaci generici avranno due anni per trasferire la produzione negli Stati Uniti, altrimenti dal 2028 dovranno affrontare un dazio del 100% sulle importazioni. Questa misura potrebbe aumentare i costi per i produttori e causare un incremento dei prezzi e possibili carenze di trattamenti generici.
Il calo dei prezzi dei carburanti ha contribuito a ridurre l’inflazione nel Regno Unito al livello più basso da oltre un anno, offrendo un po’ di sollievo alle famiglie. Il nuovo Primo Ministro, Andy Burnham, ha promesso di affrontare il costo della vita. I prezzi al consumo sono aumentati del 2,6% nei 12 mesi fino a giugno, in calo rispetto al 2,8% del mese precedente.
A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle società dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.