Moneyfarm: educare un figlio nel 2023 richiede tra i 55.000 e i 730.000 euro
Ad ottobre 2022 educare un figlio in Italia dal nido all’università costava in media 130 mila euro, quest’anno si è arrivati a una media di 135 mila euro (+3,7%), complici gli elevati livelli di inflazione.
Così emerge da un’indagine di Moneyfarm, società di consulenza finanziaria indipendente con approccio digitale, che, a partire dal suo studio condotto un anno fa su un paniere di 160 attività educative con focus sulla città di Milano, ha voluto quantificare l’impatto dell’inflazione sul costo dell’educazione dei figli, dove per “educazione” si intende, oltre all’istruzione scolastica e universitaria, anche lo studio delle lingue straniere, le attività sportive o ludico-ricreative e l’acquisizione di abilità digitali.
Breaking news
Wall Street apre in negativo, influenzata dall’aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni in Medio Oriente e dai risultati trimestrali deludenti di Tesla e Alphabet. Le azioni di Alphabet scendono del 5,9% a causa delle nuove previsioni di spesa, mentre Tesla perde il 9,6% dopo utili inferiori alle attese. Gli indici Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq sono tutti in calo, mentre il petrolio Wti segna un significativo aumento.
Nella settimana conclusasi il 18 luglio, le richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti sono diminuite di 22.000 unità rispetto alla settimana precedente, superando le aspettative degli analisti. La media delle ultime quattro settimane ha visto un calo, segnale di un mercato del lavoro in miglioramento.
tim ha concluso la prima parte del suo programma di riacquisto azionario, acquistando 14 milioni di azioni per un valore totale di oltre 108 milioni di euro. Il piano, iniziato a maggio 2026, prevede l’acquisto di un massimo di 70 milioni di azioni. Attualmente, tim detiene circa lo 0,12% del proprio capitale sociale in azioni proprie.
Nuovo affondo dell’Unione Europea contro i colossi del tech. La Commissione europea ha sanzionato Google per un importo complessivo di 890 milioni di euro, contestando al gruppo di Mountain View due distinte violazioni del Digital Markets Act (DMA) legate al motore di ricerca e al marketplace Google Play