Microsoft: verso ok dell’antitrust UK ad acquisizione Activision
Microsoft ha fatto un passo significativo verso l’approvazione dell’accordo da $69 miliardi per l’acquisizione di Activision Blizzard, in seguito alla risposta positiva dell’autorità antitrust del Regno Unito, la Competition and Markets Authority (CMA). Venerdì, l’ente ha dichiarato che la nuova offerta di Microsoft sembra fornire risposte esaustive alle sue preoccupazioni, aprendo così la strada all’approvazione del contratto.
La nuova proposta di Microsoft include la vendita di alcuni diritti di gioco al publisher francese Ubisoft Entertainment. Questo rappresenta una svolta sorprendente per un accordo che rischiava di naufragare, a causa delle preoccupazioni di vari enti antitrust. Tuttavia, l’accordo ha guadagnato un impulso inaspettato dopo l’ok della Federal Trade Commission. A maggio, l’Unione Europea aveva già approvato l’accordo, con rimedi comportamentali, lasciando la CMA come unico ostacolo.
Breaking news
A Wall Street si respira ottimismo grazie all’avvicinarsi di un accordo tra Stati Uniti e Iran e all’attesa per l’Ipo di SpaceX. L’accordo prevede la revoca delle sanzioni petrolifere e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Intanto, i principali indici azionari statunitensi registrano guadagni, mentre il petrolio Wti segna un calo.
La Ford ha emesso un richiamo per oltre 255mila veicoli negli Stati Uniti a causa di una valvola di spurgo del canister difettosa, che potrebbe portare allo spegnimento del motore. La NHTSA ha comunicato che i veicoli coinvolti mostrano segnalazioni di malfunzionamento e imprecisioni nel livello del carburante. Il richiamo coinvolge alcuni modelli Focus prodotti tra il 2012 e il 2018.
La Borsa di Tokyo ha registrato un’impennata del 3% grazie alla speranza di un accordo imminente tra Stati Uniti e Iran per porre fine al conflitto in Medio Oriente. L’indice Nikkei ha chiuso con un guadagno del 2,81%, mentre il Topix è salito dell’1,35%.
La Bce potrebbe aumentare nuovamente i tassi di interesse se il conflitto in Medio Oriente continuerĂ a influenzare l’economia. Lo afferma Joachim Nagel, membro del Consiglio direttivo