Microsoft: trimestrale sopra le attese, forte crescita del cloud
Le azioni di Microsoft salgono dell’8,7% nel pre-market di Wall Street dopo la pubblicazione dei risultati finanziari estremamente positivi, con un forte accento sulla crescita del business cloud e di Azure.
Nel quarto trimestre le entrate sono salite del 18% a $76.44 miliardi (stima $73.89 miliardi), con ricavi per $46.7 miliardi dal cloud (consensus 45.96 miliardi) e $29.88 miliardi da Intelligent Cloud (attese 29.1 miliardi). La crescita di Azure e degli altri servizi cloud, escluso l’effetto cambi, si attesta al 39% (stima +34.2%). L’EPS è pari a $3.65 contro i $2.95 dell’anno precedente.
Microsoft prevede di investire oltre $30 miliardi nel trimestre corrente per espandere i data center che alimentano i servizi di intelligenza artificiale.
Il CEO di Microsoft, Satya Nadella, ha dichiarato che Copilot conta oltre 100 milioni di utenti attivi mensili, e circa 800 milioni di clienti interagiscono con le funzionalitĂ di AI disseminate tra i prodotti Microsoft.
Breaking news
STM annuncia ricavi netti di 3,49 miliardi di dollari nel secondo trimestre 2026, con un margine lordo del 34,8%. Il reddito operativo raggiunge i 187 milioni di dollari. Le previsioni per il terzo trimestre indicano un aumento dei ricavi a 3,70 miliardi di dollari e un margine lordo del 37%.
Apertura contrastata a Wall Street. Oggi, all’avvio delle contrattazioni, il Dow Jones Industrial Average ha segnato +0,46%, mentre il Nasdaq Composite ha perso 65,06 punti, pari allo 0,25%, a 25.772,14. Apertura lievemente in positivo per lo S&P 500, in aumento dello 0,03%.
Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.