Messina (Intesa): “Nazionalismi? Il cuore del problema nasce in Europa”
“Quando si parla di ascesa dei nazionalismi, si deve parlare anche degli errori della amministrazione europea. È chiaro che a livello europeo sono stati commessi degli errori nel modo in cui si è gestita la crescita, la sicurezza e l’immigrazione”, così il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ospite presso la Said Business School dell’Università di Oxford. Le parole di Messina, assai più aperturiste nei confronti del nuovo sentimento politico scaturito dalle elezioni del 4 marzo, sembrano accodarsi ad altri segnali analoghi da parte della classe dirigente.
“Se la risposta di questi movimenti si inquadra in una cornice democratica, bisogna capire quali saranno le soluzioni adottate per affrontare i problemi che li hanno portati alla ribalta: in primis la disoccupazione. (…) Bisognerà giudicare le loro azioni quando cominceranno a dirigere. Probabilmente gli slogan iniziali non sono così facilmente traducibili nella realtà delle decisioni manageriali che dovranno prendere. Se dovessero ottenere dei risultati migliori rispetto al passato, forse è il caso di non chiamarlo più nazionalismo, ma trovare un altro modo più positivo per definire questo cambiamento. Il cuore del problema nasce in Europa, perché non ci si può concentrare solo sulla riduzione del debito pubblico e lasciare un Paese ad affrontare da solo i flussi migratori”.
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Negli Stati Uniti, le richieste di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 13.000 unità nella settimana conclusa il 30 maggio, raggiungendo un totale di 225.000, superando le previsioni di 215.000. Il dato precedente è stato rivisto al ribasso da 215.000 a 212.000. Il numero totale di beneficiari è diminuito di 8.000, attestandosi a 1.777.000 nella settimana terminata il 23 maggio.
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Le Borse cinesi chiudono in negativo a causa delle crescenti tensioni commerciali con gli Stati Uniti e l’instabilità in Medio Oriente. L’indice Hang Seng e l’indice composito di Shanghai registrano perdite significative. L’amministrazione Trump annuncia nuovi dazi, colpendo anche la Cina.