Mercato del lavoro Usa tonico: in aprile più annunci di lavoro che disoccupati
Ancora un segnale sulla tonicità del mercato del lavoro negli Stati Uniti: ad aprile ci sono stati più annunci di lavoro che disoccupati.
Lo ha annunciato il dipartimento americano del Lavoro pubblicando il Job Openings and Labor Turnover Survey (JOLTS) secondo cui a fine aprile, gli annunci di lavoro erano 6,7 milioni, un record, contro i 6,3 milioni di disoccupati in quel mese. Stando a dati rivisti, anche a marzo c’è stato questo tipo di sorpasso.
Ad aprile, il tasso di disoccupazione è sceso sotto il 4% per la prima volta in 17 anni e a maggio è calato dello 0,1% al 3,8%, minimo dell’aprile del 2000. Nello stesso mese, il numero di assunzioni è stato di 5,6 milioni.
Breaking news
Wall Street inizia la giornata con un calo, influenzato dalle preoccupazioni sui costi delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e dalle indiscrezioni sul possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. I titoli dei semiconduttori subiscono un impatto negativo. L’indice Dow Jones perde 116,85 punti, lo S&P 500 cala di 46,22 punti e il Nasdaq scende di 281,38 punti. Il petrolio Wti registra una flessione del 2,74%, attestandosi a 69,95 dollari al barile.
Volkswagen sta pianificando una ristrutturazione radicale che potrebbe comportare il taglio di 100.000 posti di lavoro e la chiusura di quattro stabilimenti in Germania. Il CEO Oliver Blume guida queste iniziative, mentre l’azienda affronta una significativa sfida finanziaria con un crollo dell’utile netto e delle vendite, specialmente in Cina.
Le borse cinesi chiudono in negativo a causa delle prese di profitto sui titoli tecnologici, influenzate dall’aumento dei prezzi dei prodotti Apple e dal possibile rinvio dell’IPO di OpenAI. L’indice Hang Seng di Hong Kong scende dell’1,76%, mentre l’indice composito di Shanghai perde il 2,26%.
La Borsa di Tokyo ha chiuso con un calo del 4,15%, segnando la terza peggiore perdita di sempre per l’indice Nikkei. Questo crollo è stato principalmente causato dalle vendite sui titoli tecnologici, influenzate dalla performance negativa del Nasdaq e dalla caduta di Apple, che ha registrato un calo del 6,1%.