MERCATI VOLATILI? GLI ASSET DA PRIVILEGIARE SECONDO AMUNDI

27 Agosto 2015, di Redazione Wall Street Italia

A cura di Amundi Asset Management

La flessione del mercato azionario globale può essere attribuita ad un significativo ed implicito
cambiamento delle prospettive sulla crescita globale. Tale outlook era troppo ottimistico all’inizio
dell’anno. Ai livelli attuali, i mercati azionari sembrano riflettere un rallentamento globale
pronunciato, in particolare nelle economie avanzate. Questo scenario non corrisponde alla nostra
analisi dei fondamentali di tali economie e non tiene conto della probabile risposta della politica
economica, in particolare da parte delle banche centrali.

Detto ciò, il caos delle ultime sedute potrebbe continuare a produrre i suoi effetti, soprattutto per
quanto riguarda un possibile contagio ad altre classi di attivo. Il rischio di una spirale verso il basso
e di contagio finanziario, una profezia che si autoavvera rinforzata da comportamenti imitativi,
rimane alto. A tal proposito, la crisi attuale ricorda in qualche modo quella del 1997-19981. Il
repricing delle classi di attivo probabilmente non è ancora giunto al termine. Ciò è particolarmente
vero nelle economie emergenti che non costituiscono un blocco omogeneo e dove le conseguenze
dei recenti eventi dei singoli paesi non sono ancora molto chiare.

Nell’attuale contesto, sono necessarie cautela e attenzione elevata. Sui mercati obbligazionari stiamo monitorando da vicino la liquidità nei portafogli. Sui mercati azionari è ancora troppo presto per aumentare l’esposizione al rischio. In termini relativi, continuiamo a privilegiare i mercati della zona Euro e del Giappone nella nostra asset allocation. Questi mercati trarranno beneficio da (1) rafforzamento della domanda interna, (2) calo dei prezzi delle materie prime e (3) politiche di acquisto di titoli potenzialmente più aggressive da parte delle banche centrali.

Infatti, la BCE e la Banca del Giappone potrebbero adottare nuove misure per arginare l’accentuarsi delle pressioni deflazionistiche legate al forte apprezzamento delle valute locali (euro e yen) e al calo dei prezzi delle materie prime. In termini relativi, i parametri di valutazione della zona Euro e del Giappone potrebbero diventare rapidamente attraenti soprattutto se le loro valute dovessero perdere parte del terreno guadagnato di recente. Il mercato azionario statunitense potrebbe beneficiare del rimpatrio dei capitali (deflussi di capitali dai paesi emergenti).