MeglioQuesto è pronta a sbarcare sull’AIM Italia
MeglioQuesto, operatore italiano attivo nella customer experience, ha ricevuto l’ammissione delle proprie azioni ordinarie e dei correlati warrant alle negoziazioni su AIM Italia, nonché dei diritti di assegnazione di warrant su AIM Italia, Segmento Professionale. Le negoziazioni sulla Borsa inizieranno lunedì 28 giugno.
La società ha chiuso con successo il collocamento, che ha generato una domanda complessiva pari a circa 5 volte il quantitativo offerto. Sono stati raccolti complessivamente 17,25 milioni di euro.
Il prezzo di collocamento delle azioni oggetto dell’offerta è stato definito in 1,40 euro ciascuna, estremo massimo del price range definito, con una capitalizzazione della società prevista alla data di inizio delle negoziazioni pari a circa 73 milioni di euro, assumendo l’integrale esercizio dell’opzione greenshoe, anch’essa in aumento di capitale. Il flottante sarà pari al 21,13% (considerando l’eventuale esercizio dell’opzione greenshoe il flottante sarà pari al 23,55%).
Breaking news
American Express ha riportato un aumento significativo delle vendite e degli utili nel secondo trimestre, trainato dalla maggiore spesa dei titolari di carte di credito. L’utile netto ha superato le aspettative degli analisti, con un incremento del 10% dei ricavi e un aumento del 9% nella spesa dei titolari di carte. La società prevede di reinvestire i proventi in iniziative di crescita e conferma le previsioni di utile per azione.
A luglio, il settore manifatturiero e dei servizi del Regno Unito ha registrato un aumento degli indici PMI, secondo i dati preliminari di S&P Global. L’indice PMI manifatturiero ha raggiunto 52,8, mentre quello dei servizi è salito a 51,8.
Il Nikkei chiude in ribasso del 2,73% a causa del calo delle azioni Alphabet, alimentando timori sugli investimenti in intelligenza artificiale. Nonostante la perdita settimanale, l’indice ha guadagnato lo 0,7% rispetto alla settimana precedente. Il Topix scende dell’1,05%, mentre il Nikkei ha subito un calo dell’8% mensile, influenzato dal KOSPI sudcoreano e dal settore tecnologico.
Gli Stati Uniti impongono dazi tra il 10% e il 12,5% su importazioni da 60 economie, dopo un’indagine sulle pratiche di lavoro forzato nelle catene di fornitura. I prodotti di Messico, Regno Unito, Canada e India subiranno tariffe al 10%, mentre quelli dell’Unione Europea, Taiwan, Giappone, Svizzera e Corea del Sud saranno colpiti fino al 12,5%. Le nuove tariffe entreranno in vigore a partire dalle 12:01 ora di New York, con alcune esenzioni per merci già in transito.