Mediobanca: scende il gap tra imprese Mezzogiorno e Centro-Nord
Si riduce il gap tra le imprese del Sud e quelle del Centro-Nord. Lo si evince dal 7/o rapporto ‘Le Imprese industriali del Mezzogiorno’, relativo al periodo 2008-2016, compilato dall’area Ricerche e Studi di Mediobanca in collaborazione con la Fondazione Ugo La Malfa.
In termini di competitività, il rapporto tra costo del lavoro unitario e valore aggiunto per dipendente di un’impresa meridionale è sceso dal 77,2% del 2008 al 69,6% del 2015, mentre nel Centro-Nord è passato dal 72,7 al 69,3%. Secondo La Malfa, “non era così in passato, quando invece vi era un divario molto significativo” tra le due aree.
Secondo il presidente Giorgio La Malfa si tratta dell’aspetto
“forse più nuovo e per certi versi inatteso delle imprese industriali del Mezzogiorno, che , seppure di dimensioni quantitativamente limitate, tanto che le sole province di Bergamo e Brescia hanno più medie imprese dell’intero Mezzogiorno, mostrano andamenti e indici economici molto vicini a quelle del resto del Paese”.
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Nella settimana del 17 luglio, le richieste di mutuo negli Stati Uniti hanno registrato un incremento dell’1,9%, secondo la Mortgage Bankers Association. Nonostante il calo del 2,4% nelle richieste di rifinanziamento, le nuove domande sono aumentate dello 0,5%, mentre i tassi sui mutui trentennali sono saliti al 6,69%.
Eni ha acquisito oltre 4,6 milioni di azioni proprie sul mercato Euronext Milan, rappresentando lo 0,15% del capitale sociale. Questo fa parte della seconda tranche del programma di buyback, volto a offrire un rendimento aggiuntivo agli azionisti oltre ai dividendi. Con l’acquisto, Eni possiede ora il 4,16% delle azioni proprie.
La norvegese Vard, parte del Gruppo Fincantieri, costruirà due navi multifunzione per Trinity House, destinate alla manutenzione di boe e fari nel Regno Unito. Il contratto, del valore di oltre 220 milioni di euro, è parte di un programma di rinnovo flotta e garantirà servizi di navigazione sicuri ed efficienti.
La Borsa di Hong Kong ha chiuso in ribasso, influenzata dal calo nel settore tecnologico e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Mentre gli investitori si mostrano cauti, la Borsa di Shanghai si mantiene stabile grazie a misure governative.