Mediaset, ok dell’assemblea al buyback: presente 51% capitale
Via libera dell’assemblea dei soci di Mediaset al buy-back sul capitale fino al 10%.L’acquisto potrà avvenire anche mediante negoziazione di opzioni o strumenti finanziari anche derivati sul titolo Mediaset. Nel corso dell’assemblea il fondo Amber, azionista al 2,5%, è intervenuto sollecitando un cambio di rotta con forti critiche al management.
Presente il 51,7% del capitale sociale in rappresentanza di 428 soci. Vivendi, titolare del 28,8%, non ha depositato le azioni per partecipare all’assemblea. Il presidente Fedele Confalonieri ha fatto sapere che “abbiamo nuovamente citato in tribunale Vivendi per violazione contrattuale”. Silvio Berlusconi detiene al momento il 39,5% della società , attraverso Fininvest. Mediaset detiene inoltre il 3,79% di capitale proprio.
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A Wall Street, l’apertura è positiva con il petrolio Wti che sale del 2,31% a 85,15 dollari al barile. Gli investitori si concentrano sui risultati trimestrali delle aziende, con 3M e General Motors che superano le aspettative. Il Dow Jones, lo S&P 500 e il Nasdaq registrano tutti aumenti, mentre l’87% delle societĂ dello S&P 500 ha superato le previsioni sugli utili.
Biogenera, la biotech company italiana impegnata nello sviluppo di terapie personalizzate a DNA, e in particolare nel bloccare tumori aggressivi dei bambini, comunica l’avvio della campagna di crowdfunding sulla piattaforma CrowdFundMe, con un obiettivo target di raccolta pari a 2,5 milioni di euro fino a un massimo di 5 milioni.
Hasbro ha registrato un notevole miglioramento nei risultati finanziari del secondo trimestre, con un utile di 160,9 milioni di dollari. L’azienda ha attribuito questa crescita alla soliditĂ del segmento Wizards of the Coast e del settore dei giochi digitali. Le previsioni di crescita dei ricavi per l’intero anno sono state riviste al rialzo, nonostante una recente violazione della sicurezza informatica.
Eurostat ha annunciato un aumento del rapporto debito pubblico lordo/Pil nell’area euro e nell’Ue nel primo trimestre del 2026. Nell’area euro, il rapporto è cresciuto all’88,9%, mentre nell’Ue è salito all’82,9%. L’incremento è stato osservato anche rispetto al primo trimestre del 2025.