Mattarella rompe indugi: incarico a Conte, nasce il governo del cambiamento

23 Maggio 2018, di Daniele Chicca

Alla fine Sergio Mattarella si è convinto e ha dato a Giuseppe Conte, designato da M5S e Lega, l’incarico di formare un governo. Il presidente della Repubblica ha convocato alle 17.30 il professore di diritto del lavoro proposto dai due partiti euroscettici e anti sistema per dirigere l’esecutivo “del cambiamento”. Conte aveva generato dubbi per la sua mancanza di esperienza politica e per la credibilità macchiata da un curriculum vitae apparentemente gonfiato.

Vista l’esitazione del Quirinale, M5S e Lega hanno aumentato le pressioni su Mattarella nelle ultime ore, dicendosi pronti a tornare alle urne se Conte non fosse stato nominato primo ministro del governo dopo che le due forze politiche avevano trovato un accordo sulla sua candidatura. Mattarella in cambio chiede però garanzie al nuovo esecutivo sul rispetto degli impegni europei e internazionali. Il suo desiderio era quello di nominare un vero capo di governo, capace di gestire la politica dell’esecutivo e assumersi le responsabilità del caso, come vuole la Costituzione.

Il capo del Quirinale ha avuto dei dubbi sull’autorità di Conte, un giurista riservato di 54 anni privo di alcuna esperienza politica, di fronte ai ministri pesi massimi che propongono Lega e M5S, tra cui gli stessi due leader dei partiti. Per Di Maio c’è pronto il ministero del Lavoro e per Salvini quello degli Interni. La credibilità e onestà di Conte era stata messa in discussione dal caso del suo CV gonfiato, in cui vengono citati perfezionamenti professionali nelle università di Yale, della Sorbona, di Cambridge, della New York University (NYU) e dell’International Kultur Institut di Vienna.