Marchionne torna a essere Ceo italiano con la miglior reputazione
Dopo quattro mesi d’assenza dalla vetta, l’ad di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne torna in testa testa alla classifica di Reputation Manager. La graduatoria dei dirigenti con la migliore reputazione prende in considerazione quattro macro-aree: l’immagine percepita (ricavata da indicatori come i suggest e le ricerche correlate), la presenza enciclopedica (wiki), la presenza sui canali del Web 1.0 (news e menzioni) e su quelli del Web 2.0 (blog e social network).
“Marchionne rimane l’indiscusso protagonista della classifica, secondo la nostra esperienza è un caso abbastanza singolare: il manager resiste con una certa resilienza agli shock reputazionali, superando brillantemente lo scandalo dieselgate” ha commentato Andrea Barchiesi, Ceo di Reputation Manager.
Il ritorno del numero uno di Fca sarebbe dovuto ai conti positivi del gruppo (1,8 miliardi di profitti una significativa riduzione dell’indebitamento), dal meeting avuto con il neopresidente americano, Donald Trump, e dall’annuncio del premio di produzione per i dipendenti della società.
Seconda posizione per Urbano Cairo, seguito da Giuseppe Recchi. In crescita Marco Tronchetti Provera, ad di Pirelli, grazie alla sentenza di assoluzione nel caso Kroll, dove aveva tra l’altro rinunciato alla prescrizione, e grazie al lancio delle nuove gomme Pirelli al Museo dell’Automobile di Torino. Sale in classifica anche Philippe Donnet, ad del Gruppo Generali, grazie alle azioni poste in essere per evitare la scalata da parte di Intesa e all’accelerazione del nuovo piano industriale del Gruppo Generali.
Ecco la classifica completa:
Sergio Marchionne (FIAT)
76,0
Urbano Cairo (Cairo Comm. – LA7 – RCS)
72,6
Giuseppe Recchi (TELECOM)
64,2
Flavio Cattaneo (TELECOM ITALIA)
58,5
Diego Della Valle (TOD’S)
58,3
Marco Tronchetti Provera (PIRELLI)
53,4
Claudio Descalzi (ENI)
52,5
Andrea Bonomi (INVEST INDUSTRIAL)
52,2
John Elkan (FIAT)
51,1
Francesco Starace (ENEL)
50,5
Remo Ruffini (MONCLER)
50,0
Philippe Donnet (GENERALI)
46,8
Marina Berlusconi (FININVEST)
45,8
Francesco Caio (POSTE ITALIANE)
44,2
Alberto Nagel (MEDIOBANCA)
44,1
Alessandro Falciai (MPS)
44,0
Ennio Doris (MEDIOLANUM)
43,0
Carlo Cimbri (UNIPOL)
41,7
Roberto Colaninno (ALITALIA)
41,7
Marco Morelli (MPS)
38,3
Mauro Moretti (LEONARDO SPA)
36,4
Breaking news
Wall Street apre in rialzo dopo l’annuncio di un accordo per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran. La cerimonia ufficiale si terrà venerdì in Svizzera. I principali indici azionari statunitensi registrano guadagni significativi. Gli investitori attendono dati economici e la riunione della Federal Reserve.
La produzione industriale negli Stati Uniti ha registrato un leggero aumento dello 0,1% a maggio, secondo i dati della Federal Reserve. Questo incremento, inferiore alle attese dello 0,3%, porta l’indice a 102,6 punti. Rispetto all’anno precedente, la produzione è cresciuta dell’1,7%. Il settore manifatturiero ha visto un aumento dello 0,7%, mentre il minerario è salito dell’1,3%. Le utilities hanno invece subito un calo dello 0,4%.
TheFork, la nota piattaforma per la prenotazione online di ristoranti, passa da TripAdvisor ad American Express. La transazione, dal valore di 700 milioni di dollari, rientra nella strategia di espansione di American Express nel settore della ristorazione, seguendo le precedenti acquisizioni di Resy e Tock. Si prevede che l’accordo si concluda entro il 2026, ampliando il network di ristoranti prenotabili a circa 75.000.
L’accordo di pace tra Stati Uniti e Iran ha spinto al rialzo i mercati asiatici, con un calo del prezzo del petrolio che ha incentivato gli investitori. L’indice Hang Seng di Hong Kong ha registrato un incremento dello 0,5%, mentre la Borsa di Shanghai ha chiuso con un aumento dell’1,61%.