Manovra correttiva approvata da una Camera deserta, tanti i disertori

1 Giugno 2017, di Daniele Chicca

Una Camera semideserta ha approvato un testo fondamentale, la manovra finanziaria correttiva da 3,4 miliardi chiesta dalle autorità Ue. Il testo passa con solo 218 sì (e 127 contrari): ora la palla al Senato dove lo scoglio, visti i numeri, sarà molto più ostico. Erano presenti infatti soltanto 350 deputati sui 630 possibili. La maggioranza è ormai allo sbando: i dissidenti del PD di Mdp e l’Udc hanno votato contro. In aula era presente un solo deputato di Alternativa Popolare, la formazione fedele al ministro degli Esteri Angelino Alfano che per il momento non ha ancora annunciato la defezione ufficiale dal governo.

Ieri il governo Gentiloni aveva incassato una fiducia sofferta, resa complicata dalla mancata partecipazione al voto di Mdp, il movimento nato da una costola di parlamentari che si è staccata dal PD e che vede tra le sue file, tra gli altri, Pierluigi Bersani e Roberto Speranza. Il provvedimento, in prima lettura, approderà in Senato la settimana seguente e giungerà davanti all’Assemblea il 13 giugno, subito dopo il primo turno delle elezioni amministrative. Il decreto deve essere convertito in legge entro il 23 giugno, pena la decadenza.